Dott.ssa Raffaella Capurso - Fisioterapista,Terapista SHIATSU,Idrokinesiterapista.
Nan-in, un maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912),
ricevette la visita di un professore universitario che era andato
da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan-in servì il tè.
Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare.
Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi.
«E’ ricolma. Non ce n’entra più!».
«Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo
delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen,
se prima non vuoti la tua tazza?».
Quando mi hanno proposto di entrare a far parte della S.I.M.P.(Società Italiana Di Medicina Psicosomatica) , d’istinto (come mio solito) ho detto : SI
Ma al 1° incontro ho pensato: Ma cosa ci faccio io, fisioterapista, nella medicina Psicosomatica?
Ingenua. La Psicosomatica è quel ramo della medicina occidentale che ha una visione globale dell’uomo, considerando sia gli aspetti “Psichici” che “Somatici” nella loro indivisibilità: fenomeni psichici, come una emozione di gioia e di paura, si manifestano a livello somatico provocando tachicardia, così come un banalissimo disturbo organico, come il raffreddore, si ripercuote sull’umore creando notevole irritazione.Ovviamente anche in fisioterapia si considera l’individuo nella sua individualità e globalità. Il corpo trasferisce su di sé tutte le emozioni e i sentimenti, è, per meglio dire, la memoria fisica di tutto ciò che ci accade. Ad esempio: problemi legati ad ovulazioni dolorose fanno assumere involontariamente posture antalgiche che producono nel tempo alterazioni gastriche, coliti spastiche. E ancora, un rapido e voluminoso sviluppo del seno in età puberale fa assumere alla ragazza un postura ricurva per mascherare la crescita che a lungo andare provoca una cifosi della colonna vertebrale. È chiaro quindi che ogni aggressione fisica o psichica si ripercuote non solo sulla struttura ma anche nella funzione o nella forma di un organo, c’è una propagazione, un effetto onda in una parte del corpo anche distante dalla zona aggredita.
Noi fisioterapisti siamo tra le figure che hanno più di tutti un contatto corporeo diretto col paziente, noi siamo quelli che “ mettono le mani addosso” al paziente e nel fare questo ci appare evidente il linguaggio del corpo.Nella mia ricerca di “ tecniche riabilitative alternative” mi sono avvicinata allo SHIATSU , una delle molteplici tecniche orientali di manipolazione.
La Medicina Orientale, a differenza di quella occidentale, che è caratterizzata da un’estrema specializzazione, tanto che ogni “settore” dell’ organismo è studiato in maniera autonoma e spesso come elemento a sé stante, ha una visione più olistica dell’uomo considerando il corpo umano come un sistema completo dove tutti gli organi, i tessuti, le funzioni fisiologiche sono legate fra loro da uno stretto rapporto di interdipendenza.
Nella medicina orientale quando un paziente si ammala si prendono in considerazione anche altri elementi che influiscono sul paziente quali il lavoro, la famiglia, la natura, come pure l’ambiente che li circonda, e si considera che il proprio umore influenzi la salute. Una delle affermazioni classiche è “La collera danneggia il fegato, la depressione danneggia la milza e la paura danneggia i reni.” Ogni sintomo - fisico o psichico che sia – non rappresenta il segno di una patologia localizzata in un punto preciso ma è spesso la spia di uno squilibrio più ampio e complesso dell’ organismo nella sua totalità. Possiamo dire che il medico orientale non osserva con il “microscopio” ma con il “grandangolo“, non considera gli aspetti fisici ma studia la malattia come segnale di “squilibrio” causato da un fluire eccessivo, un ingorgo o una carenza di energia (Qi) nella complessa rete di canali (meridiani) che mettono in relazione ogni parte del corpo umano (organi, viscere, tessuti…).
Il KI
Secondo la filosofia orientale tutti i fenomeni dell’universo sono la manifestazione di un’unica energia vitale chiamata dai giapponesi Ki o qi dai cinesi . Tale energia scorre in ogni essere il quale è un microcosmo rispetto al macrocosmo che lo circonda; tutti i fenomeni che ritroviamo nell’universo li ritroviamo anche nell’uomo in ogni singola cellula.
Yin e Yang
L’energia vitale si manifesta attraverso 2 forze opposte e complementari in eterno mutamento, lo yin e lo yang. Essi rappresentano due parti interconnesse di un insieme, ognuna delle quali racchiude entro i propri confini le qualità del suo complementare. Lo yang (bianco) rappresenta il maschile, il cielo, il sole, la positività, il caldo, ecc.. Lo yin (nero) rappresenta il femminile, la terra, la luna, la negatività,il freddo ecc. Le due forze non sono in opposizione e nello yang c’è sempre lo yin e viceversa, così come non c’è yin senza yang e yang senza yin. Basti pensare che non c’è notte senza giorno e non c’è terra senza cielo. Un eccesso di yang può dare l’apparenza di yin e viceversa, ad esempio un gran calore può dare dei brividi come succede con la febbre, così come se prendiamo troppo sole potremmo avere brividi di freddo.
I 5 elementi
Dal Ki, energia vitale, e dalle due forze yin e yang hanno origine i 5 elementi: legno, fuoco, acqua, terra, metallo. Ogni singolo elemento ha una sua corrispondenza: nei punti cardinali( 4 più il centro), nelle stagioni (4 più quella di passaggio dall’estate all’autunno), nei 5 pianeti veloci ( mercurio, Venere, Marte; Giove e Saturno), nei 5 climi ( caldo, freddo,umido,secco,ventoso), nei 5 organi ( fegato, cuore, milza/pancreas, polmone e rene),nei 5 visceri ( cistifellea, intestino tenue, intestino crasso, vescica),nei 5 sensi, nei 5 sentimenti (ira, simpatia, paura, tristezza), nelle ore
del giorno, nei colori. Interpretano quindi, in qualche modo, la relazione che esiste tra fisiologia/patologia, la natura e l’universo che ci circonda. Ogni uomo vive nella natura ed è profondamente influenzato dal suo mutare
I meridiani
I meridiani vengono definiti canali energetici che hanno un percorso specifico nel nostro corpo attraverso il quale scorre una qualità specifica di energia che ha uno scopo specifico nella nostra vita.. I meridiani sono 12, sei yin e sei yang più due e ognuno è connesso con un organo e prende lo stesso nome ma non si riferisce solo al suo funzionamento ma anche al territorio e alla funzione psicofisica. Ogni meridiano ha una sua corrispondenza con i 5 elementi e con le forze yin e yang. Ad esempio: il meridiano Stomaco (yang) oltre ad essere collegato all’organo quanto tale ed alla digestione, è collegato alla fame sia di cibo che di sapere e potere. L’energia che scorre in questo meridiano è sempre canalizzata ad uno scopo.La salute per gli orientali è il fluire armonioso dell’energia vitale, l’equilibrio tra le forze yin e yang e la capacità dell’uomo di vivere in pace con la natura.Numerose sono le ricerche scientifiche relative all’esistenza e alla natura dei canali energetici sui quali si basa l’antica medicina tradizionale cinese.E stato individuato un sistema biofisico che risulta indipendente dalla circolazione sanguigna come da quella linfatica e nervosa: l’utilizzo del Tecnezio-99, un tracciante radioattivo, ha permesso di rilevare che il contrasto non si diffonde uniformemente nei tessuti ma segue esattamente la strada dei canali energetici e che la velocità di conduzione e diffusione del mezzo di contrasto varia a secondo se si tratta di un meridiano yin o yang e che sia in atto o meno una patologia. Grazie anche a sofisticate apparecchiature quali la termografia a raggi infrarossi e la luce fredda ultra debole, si è largamente provata l’esistenza dei meridiani energetici.
Che cos’è lo SHIATSU
La Medicina orientale ha sviluppato differenti modalità d’intervento per ristabilisce questo equilibrio.
Lo shiatsu ( SHI – dito e ATSU – pressione) è una tecnica di manipolazioni che si esercita con i pollici, le dita, i palmi delle mani senza l’ausilio di strumenti meccanici o di altro genere”. Sviluppatosi in Giappone intorno agli anni ’20, affonda le sue origini nelle antiche arti manipolative e curative cinesi già presenti nel 2000/3000 A. C. Nel 1955 il Ministero per la Sanità e il Benessere giapponese ha riconosciuto lo shiatsu come metodo di cura e attualmente in Giappone è praticato sia a scopo terapeutico, sia a scopo preventivo ed è insegnato nelle università. E’ importante sottolineare che lo Shiatsu si sviluppa in Giappone in un’epoca nella quale il comportamento e la comunicazione erano vincolate da rigide regole secolari . Il contatto fisico, sia pure un bacio o una stretta di mani, era sconveniente o vietato. Appare chiaro quindi, che lo Shiatsu è stato per i giapponesi il mezzo per compensare il bisogno di comunicazione sia fisica che psichica.
In Europa e in Italia lo Shiatsu ha avuto negli ultimi vent’anni uno sviluppo inaspettato e rapido grazie alle scuole di grandi maestri quali Shizuto Masunaga, Toru Namikoshi e Wataru Ohashi ognuno dei quali ha sviluppato un suo stile. Namikoshi richiede una profonda conoscenza della struttura scheletrico-muscolare del corpo umano e del sistema nervoso. Masunaga estese il percorso dei meridiani tradizionali usati in agopuntura includendo i percorsi supplementari. Ohashi attribuisce grande importanza alla relazione di empatia che si stabilisce tra chi pratica e chi riceve il trattamento. Gli elementi tecnici che accomunano tutte le scuole di Shiatsu sono: la pressione costante, perpendicolare utilizzando il peso del corpo anziché la forza muscolare, per poter premere senza tensione, mediante l’uso del corpo (dita, mani, gomiti, ginocchia, piedi). Le articolazioni diventano più mobili e lubrificate, le tensioni si allentano e si ha una generale sensazione di rilassamento
Molto accurato è inoltre l’uso del corpo da parte dell’operatore, tanto che l’attenzione posta sullo studio del paziente è almeno pari a quella posta sull’operatore perché la pressione se non viene esercitata attraverso l’uso del corpo dell’operatore risulta non solo inefficace ma anche stancante e sgradevole per chi la riceve. Più che premere, in realtà, è un farsi sostenere, un abbandonarsi alla spinta che sale dal corpo del paziente anche perché chi opera, per poter lavorare meglio, deve essere rilassato ed il suo rilassamento influenza il ricevente che si trova nella fase passiva del ricevere.Nello Shiatsu il trattamento è la diagnosi, la diagnosi è il trattamento poiché l’interpretazione delle risposte alle pressioni operate dallo Shiatsuka è diagnosi, ma al tempo stesso, appunto trattamento.Gli effetti del trattamento Shiatsu vanno oltre i semplici effetti meccanici di una pressione (stimolazioni circolatorie e linfatiche, decontrazioni muscolari, stimolazione di recettori cutanei, stimolazioni delle terminazioni nervose). Lo shiatsu riequilibra l’energia vitale che in condizioni abnormali ristagna e incontra difficoltà a fluire liberamente. Il mettersi in moto del flusso energetico diviene al tempo stesso desiderio di movimento. Il riequilibrio energetico determina un coinvolgimento a livello psicosomatico inteso come modificazione e consapevolezza di sé e della propria situazione dando all’organismo la capacità di risvegliare l’ autoguarigione. Il mettersi in moto del flusso energetico diviene al tempo stesso desiderio di movimento. L’incontro di questa energia determina una comunicazione e uno scambio continuo confortante e confortevole, sia per l’operatore che per il ricevente regalando una sensazione di integrità, interezza e, azzardo, di felicità, veramente uniche.
Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso” (Dalai Lama)









dom 2 ott 2011
Corpo, Mente